STRABISMO Flashcards
SU QUALI ASSI SVOLGE I MOVIMENTI L’OCCHIO
I movimenti oculari sono i movimenti che l’occhio compie essenzialmente attraverso tre assi (assi di Fick). L’occhio è in grado di fare dei movimenti lungo l’asse verticale e i due assi orizzontali.
COSA CAMBIA DALLA MOTILITA’ TEORICA A QUELLA PRATICA
Questo da un punto di vista teorico, perché da quello pratico la motilità oculare è limitata da tutta una serie di fattori come ad esempio la collocazione del bulbo nella cavità orbitaria e l’inserzione dei muscoli. Possiamo assimilare l’occhio a una sfera in grado di compiere dei movimenti lungo l’asse verticale, quello attraverso il quale l’occhio può compiere dei movimenti verso destra e verso sinistra, poi abbiamo un asse orizzontale attraverso il quale il movimento può essere o verso l’alto o verso il basso e un ulteriore asse che è l’asse y per movimenti di tipo torsionale in avanti e indietro.
DOVE E’ POSTO IL CENTRO DI ROTAZIONE
Il centro di rotazione è posto 13,5 mm dietro l’apice corneale.
DA CHE COSA DIPENDE LA DIREZIONE IN CUI IL MUSCOLO FA RUOTARE L’OCCHIO
La direzione in cui il muscolo fa ruotare l’occhio dipende dalla posizione iniziale del bulbo al momento in cui si contrae.
MOVIMENTI OCULARI
DUZIONI
VERSIONI
VERGENZE
DUZIONI
sono movimenti monoculari di rotazione intorno ad uno degli assi di Fick.
VERSIONI
ono movimenti binoculari coniugati, sincroni e simmetrici.
VERGENZE
sono movimenti binoculari disgiuntivi (sincroni e simmetrici in direzioni opposte).
SIMULTANEITA’ MOVIMENTI OCULARI
Da un punto di vista pratico quelle che noi facciamo quando abbiamo movimenti binoculari coniugati sono versioni, perché in condizioni normali gli occhi si muovono entrambi simultaneamente.
TIPI DI DUZIONI
ADDUZIONE ABDUZIONE SOPRADUZIONE INFRADUZIONE INCICLODUZIONE EXCICLODUZIONE
ADDUZIONE
MOVIMENTO OCCHIO VERSO L’INTERNO
ABDUZIONE
MOVIMENTO VERSO L’ESTERNO
SOPRADUZIONE
movimento verso l’alto
- Infraduzione
movimento verso il basso
incicloduzione
movimento verso il basso
excicloduzione
movimento torsionale verso l’esterno
tipi di versioni
destroversione e levoversione
supraversione e infraversione
destrocicloversione e levocicloversione
GRAZIE A QUALI MUSCOLI SI ATTUANO I MOVIMENTI OCULARI
I movimenti oculari si svolgono grazie all’azione di diversi muscoli extraoculari. Alcuni muscoli hanno una singola azione, altri ne possiedono più di una, due o tre azioni, consentendo una rotazione del bulbo oculare a seconda della contrazione del muscolo interessato.
quali sono i muscoli extraoculari interessati
retto mediale retto laterale retto superiore retto inferiore obliquo superiore obliquo inferiore
RETTO MEDIALE,
Fa muovere l’occhio verso l’interno
retto laterale
fa muovere l’occhio verso l’esterno, abduzione
retto inferiore
azione primaria di infraduzione, secondaria di excicloduzione e terziaria adduzione
obliquo superiore
azione primaria incicloduzione, secondaria infraduzione e terziaria abduzione
obliquo inferiore
azione primaria excicloduzione, secondaria supraduzione e terziaria abduzione
quali muscoli sono interessati nei movimenti a dx o a sx
Se è vero che nei movimenti orizzontali (verso dx e sx) abbiamo un’attivazione esclusivamente del muscolo retto mediale e retto laterale, per i movimenti invece verso l’alto e verso il basso, oltre all’azione dei due retti c’è anche un’azione dei due obliqui.
innervazioni muscoli
Il retto mediale, retto superiore, retto inferiore e l’obliquo inferiore sono innervati dal III nervo cranico, mentre il retto laterale dal VI e l’obliquo superiore dal IV.
movimenti monoculari e bioculari
Importante ricordare che per quel che riguarda i movimenti monoculari abbiamo muscoli agonisti ed antagonisti, cioè quando un occhio si muove e si sposta dalla sua posizione primaria abbiamo un muscolo che si contrae e uno che si rilascia. Se ad esempio guardo lateralmente ho contrazione del retto laterale e contemporanea inibizione del retto mediale.
Poi abbiamo anche muscoli corrispondenti, quando noi muoviamo gli occhi li muoviamo entrambi,
quindi nei movimenti binoculari entrano in gioco sia fattori di attivazione che di inibizione. Alcuni
muscoli si attivano e contraggono simultaneamente e altri muscoli “antagonisti” vengono inibiti.
cosa avviene quando si guarda a sx
Ad esempio, supponiamo di guardare a sinistra, abbiamo contrazione del muscolo retto laterale di un occhio, del retto mediale dell’altro occhio e inibizione dei rispettivi omolaterali. Per vedere bene è indispensabile che i due occhi si muovano in maniera simultanea e se questo non avviene osserviamo nell’adulto la comparsa della diplopia (visione doppia) e della confusione.
visione binoculare
Noi abbiamo due occhi ma la nostra visione è una visione binoculare, vediamo cioè una singola immagine, non vediamo doppio. Questo perché nel processo evolutivo, durante la crescita, il nostro sistema visivo impara a elaborare le immagini che provengono dallo spazio e a fonderle in maniera tale che le immagini giunte a ciascun occhio, a livello della corteccia visiva possano essere elaborate e processate in maniera tale da vedere, in condizioni fisiologiche, un unico
oggetto.
corrispondenza punto in campo visivo e punto in campo retinico
Ogni punto della retina che riceve un’immagine localizza nello spazio l’oggetto ad essa correlato
sempre in un’unica possibile posizione rispetto al campo visivo. Ciò vuol dire che ogni punto della
retina ha un corrispondente punto nel campo visivo che abbiamo di fronte. Quindi un oggetto che
si trova nel campo visivo andrà a proiettare la propria immagine in un unico punto retinico e solo
quello. Come se esistessero delle “coordinate topografiche” per la retina.
FUNZIONE FOVEA
La fovea è l’unico elemento retinico che ha il potere di localizzare gli oggetti nella posizione primaria di sguardo. Quindi quando guardiamo dritti in avanti/all’infinito, le immagini degli oggetti si vanno a focalizzare e sono convogliate esattamente nella fovea.
PUNTI EXTRAFOVEALI
Tutti i punti che invece si trovano al di fuori della fovea (extrafoveali) localizzano oggetti che si trovano a dx, a sx, in alto o in basso rispetto al centro del campo visivo. I punti extrafoveali hanno quindi una capacità localizzativa determinata dalla loro distanza dalla fovea, nel senso che il sistema visivo ha la capacità di capire quanto dista un’immagine rispetto alla sua posizione centrale.
COSA AVVIENE SE NON SI HA CORRISPONDENZA TRA PUNTI RETINICI E PUNTI VISIVI
Se
questa condizione non si verifica si vede doppio (questo nell’adulto perché nel bambino
subentrano tutta una serie di meccanismi di correzione per impedire che questa situazione
anomala generi poi dati conflittuali che il cervello non riesce a lavorare).
OROPTERO, DEFINIZIONE
la superficie su cui giacciono i punti oggetto, le cui immagini cadono su punti retinici corrispondenti.
COSA AVVIENE PERCHE’ GLI OGGETTI SULL’OROPTERO VENGANO VISTI COME OGGETTI SINGOLI
Come si vede dall’immagine, l’oroptero è questa circonferenza. Tutti i punti che si trovano su di
essa vanno a proiettare la loro immagine in punti retinici corrispondenti e questo fa si che gli
oggetti che si trovano sull’oroptero vengano visti come oggetti singoli.
COSA AVVIENE NEL CASO IN CUI SI VADA OLTRE L’OROPTERO
i.
Se andiamo al di qua o al di
là dell’oroptero le immagini tenderanno a sdoppiare.
PRESUPPOSTO VISIONE BIOCULARE
Quindi nell’ambito della visione binoculare, per avere una visione binoculare singola sono essenziali 2 presupposti:
1. Immagini sufficientemente simili devono cadere su punti retinici corrispondenti.
2. Tali immagini devono essere convogliate al cervello, dove vengono elaborate nel processo
di fusione sensoriale, così che si possa avere alla fine una sola immagine.
COSA AVVIENE NEL CASO IN CUI I PRESUPPOSTI NN SIANO ASSOLTI
- confusione visiva (su punti retinici corrispondenti vengono proiettate immagini diverse) con sovrapposizione di due immagini che però sono diverse
- diplopia (immagini uguali vengono proiettate su punti retinici non corrispondenti)
DEFINIZIONE STRABISMO
è l’alterato allineamento degli assi visivi dei due occhi.
TIPI DI STRABISMO
Abbiamo uno strabismo del bambino definito CONCOMITANTE e uno dell’adulto INCOMITANTE, che hanno implicazioni diverse.
STRABISMO CONCOMITANTE
’angolo non varia in rapporto con l’occhio fissante e con la direzione di
sguardo.
STRABISMO INCONCOMITANTE
l’angolo varia in rapporto con l’occhio fissante e con la direzione di sguardo.
CLASSIFICAZIONE STRABISMO
LATENTE, INTERMITTENTE, COSTANTE
LATENTE
PRENDE IL NOME DI FORIA
TIPI DI FORIA
ESO EXO IPO IPER CICLODEVIAZIONI INCICLOFORIA ESOFORIA EXOFORIA IPOFORIA IPERFORIA
TIPI DI DEVIAZIONI, CICLOFORIA
CICLODEVIAZIONI
INCICLOFORIA
EXCICLOFORIA
INTERMITTENTE
esotropia, exotropia, ipotropia, ipertropia, inciclotropia ed exciclotropia
però intermittenti.
COSTANTE
prende il nome di tropia,
TIPI DI STRABISMO COSTANTE
si può anche qui avere esotropia, exotropia,
ipotropia, ipertropia (un occhio più alto rispetto all’altro), inciclotropia, exciclotropia.
QUANDO SI MANIFESTA LA FORI A
La foria (strabismo latente) viene a manifestarsi quando cessa lo stimolo della fusione; ci sono una serie di test che usiamo proprio per slatentizzare lo strabismo.
manifestazione tropia
Nella tropia, cioè quando lo strabismo è manifesto, guardo il paziente e vedo che ha un occhio deviato.
strabismo concomitante, in quali soggetti si manifesta
Ci sono degli aspetti sensoriali da prendere in considerazione. In questo caso infatti il disallineamento degli occhi si verifica nei bambini, quindi individui che hanno un sistema visivo in via di maturazione.
C
COSA AVVIENE NEL CASO IN CUI LO STRABISMO CONCOMITANTE ABBIA UN DISALLINEAMENTO MODESTO
Se questo disallineamento è modesto, il cervello è in grado di mettere in atto dei meccanismi tali da eliminare fenomeni fastidiosi come la diplopia
MECCANISMI DI DIFESA STRABISMO CONCOMITABTE
la confusione e questi meccanismi prendono il nome di SOPPRESSIONE e CORRISPONDENZA RETINICA ANOMALA.
QUANDO POSSONO FUNZIONARE MECCANISMI DI COMPENSO NEL CASO DI STRABISMO
Questi possono funzionare nel caso in cui il livello di strabismo sia sufficientemente modesto. Quando è elevato, il conflitto tra le immagini trasmesse dagli occhi diventa inaccettabile per il cervello, allora esso mette in atto un meccanismo di censura sensoriale, per la difesa da diplopia e confusione, che
prende il nome di AMBLIOPIA ovvero OCCHIO PIGRO.