Blocco 10 - STRATEGIE DI INNOVAZIONI NELLE PICCOLE MEDIE IMPRESE Flashcards

1
Q

L’innovazione non è esclusiva per le grandi imprese.

A

L’innovazione non è una dimensione esclusiva delle grandi imprese o una prerogativa delle aziende che operano nei settori high-tech. Innovare è un sentiero decisivo e percorribile anche per le piccole imprese, anche per chi agisce in mercati tradizionali.
L’innovazione è una delle leve fondamentali che una piccola impresa può
azionare per intraprendere un percorso di crescita o rafforzare la sua strategia di differenziazione focalizzata.

A fronte dei vincoli di risorse finanziarie e manageriali, una piccola impresa innovativa talvolta mostra di essere più agile e più rapida nell’adattamento ai cambiamenti dello scenario competitivo.

Fondamentali sono il ruolo dell’ imprenditore e la capacità di stabilire
relazioni con altri attori dell’ecosistema dell’innovazione.

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2
Q

Il caso Arterra

A

Arterra è una piccola biotech, specializzata nella ricerca e nello sviluppo di nuove molecole, destinate all’agricoltura e alla cosmetica.
La sua fondatrice è Gabriella Colucci, una ricercatrice con numerose esperienze di studio e di lavoro all’estero. In California, prima all’Università di San Diego e in seguito presso Arena Pharmaceutical, ha perfezionato nuove tecniche per l’applicazione alle piante di tecnologie innovative già impiegate in medicina.
Il primo team di Arterra era composto soltanto da cinque persone, ma nonostante le piccole dimensioni l’azienda fin dal principio è riuscito a ritagliarsi uno spazio nel mercato, servendo clienti internazionali grazie al patrimonio di competenze possedute.
Da un semplice contratto di ricerca, la partnership con Isagro – un gruppo mondiale che opera nel mercato degli agrofarmaci – è evoluta fino a registrare l’ingresso della “grande impresa” nel capitale della biotech napoletana.
Da qualche anno, adoperando come base le sue competenze distintive, Arterra ha diversificato nel segmento della cosmetica, della diagnostica, delle energie rinnovabili.
Il partner privilegiato nella cosmetica è Intercos, uno dei maggiori player del mercato mondiale. Insieme hanno sviluppato nuove molecole e lanciato nuovi prodotti con capacità antiossidanti e in grado di proteggere le membrane cellulari. Dal 2010, la collaborazione si è consolidata con la costituzione di una joint-venture, VitaLab, presto diventata una delle imprese privilegiate dalle grandi case della cosmetica mondiale per le sue capacità di innovazione e sperimentazione.
Sul fronte della ricerca, Arterra beneficia di un’ampia rete di relazioni con dipartimenti universitari e centri di ricerca.

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3
Q

L’innovazione nelle imprese piccole

A

Per una piccola impresa, condizionata da vincoli di risorse, la focalizzazione basata sulla differenziazione è una strategia quasi obbligata.
Essere capace di innovare consente di attenuare il rischio di cadere nella commodity trap, ovvero lo spazio di mercato dove la competizione si gioca quasi esclusivamente sul prezzo, con pressioni difficilmente sostenibili nel tempo.
 Le dimensioni dell’impresa, in ogni caso, potrebbero influenzare non solo le strategie di innovazione, ma anche la capacità di appropriarsi del valore generato dall’innovazione.

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4
Q

In non pochi casi, le piccole imprese hanno avuto un ruolo da pionieri e first mover.
Uno studio dello U.S. Small Business ha stilato una lunga lista di innovazioni
create da
di un’impresa di piccole dimensioni.

A
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5
Q

L’eterogeneità delle piccole imprese

A

Il mondo delle piccole imprese è popolato da “abitanti” con profili e comportamenti molto differenti: accanto ad aziende con elevate competenze tecnologiche, convivono aziende appartenenti a settori tradizionali, dove sovente l’innovazione ha un carattere informale e si concentra sul marketing e l’organizzazione, rimanendo “invisibile” e nascosta alle rilevazioni statistiche.

 imprese science-based obbligate ad innovare
 imprese che “innovano” solo attraverso le tecnologie incorporate in nuovi macchinari
 imprese che operano fin dalla nascita nel mercato internazionale (born-global)
 imprese che innovano solo in modo informale e senza personale
dedicato
 imprese che non hanno le risorse o le capacità per realizzare nuovi prodotti o processi innovativi

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6
Q

L’importanza delle PMI in Italia

A

In un paese come l’Italia, le piccole e le medie imprese svolgono un ruolo decisivo per lo sviluppo economico, la nuova occupazione, la competitività nei mercati internazionali.

L’Italia, tra i grandi paesi industriali europei, però, mostra una dimensione media di azienda significativamente inferiore. Secondo studi della Banca d’Italia, la questione “dimensionale” influenza non poco il gap di competitività dell’economia italiana.

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7
Q

Quali sono gli ostacoli alle attività innovative nelle PMI?

A

Per gli imprenditori italiani è soprattutto il deficit di risorse finanziarie la barriera di maggior impatto percepita tra gli ostacoli che intralciano i processi di innovazione.

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8
Q

Il ruolo cruciale dell’imprenditore e della creatività nelle PMI.

A

Imprenditore e innovazione: la distruzione creativa
L’economista austriaco Schumpeter quasi un secolo fa ha coniato
l’espressione “distruzione creativa” per indicare che lo sviluppo tecnologico è la conseguenza naturale di un ciclo distruzione / creazione, dove nuovi imprenditori-innovatori, introducendo nuovi prodotti, nuovi processi, nuovi modelli organizzativi, si imponevano e si sostituivano alle imprese incumbent.
L’imprenditore che innova è l’anima del capitalismo e agisce come motore
dello sviluppo economico.
La nuova impresa di piccole dimensioni diventa l’attore-chiave
dell’innovazione.

Un imprenditore à la Schumpeter dovrebbe avere un’attitudine spiccata e un’apertura mentale verso l’innovazione: sono la sua volontà di di accelerare la crescita e la sua ambizione di superare i concorrenti a trainare lo sviluppo dell’impresa.
L’imprenditore è chiamato soprattutto a mantenere e gestire le relazioni con i “fornitori” critici, coloro che possiedono competenze e risorse in grado di consentire a una piccola impresa di innovare con successo.
L’imprenditore gioca il ruolo di catalizzatore delle competenze non presenti in azienda, coordinando flussi di informazione e di conoscenze generati da relazioni collaborative.
L’imprenditore, con i suoi comportamenti e atteggiamenti, influenza gli altri membri dell’organizzazione, incoraggiando o rallentando l’innovazione.
In una piccola impresa, la condivisione da parte del personale di obiettivi innovativi formulati dall’imprenditore favorisce la diffusione di una cultura “intraprenditoriale” nell’azienda.

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9
Q

Quali sono i compiti principali di un imprenditore che vuole innovare

A

Un imprenditore orientato all’innovazione dovrà essere capace di assolvere alcuni fondamentali compiti.

  • Attirare e trattenere in azienda gli “innovatori”
  • Elaborare una visione dei processi innovativi chiara e condivisa nell’organizzazione
  • Determinare la rotta da seguire per raggiungere gli obiettivi fissati verso cui far convergere le energie dell’azienda
  • Accettare il rischio di sostenere nuove idee, anche se contrastanti con il disegno strategico originario
  • Selezionare e guidare squadre con talenti “complementari”
  • Diffondere e consolidare nell’azienda una cultura dell’innovazione
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10
Q

Quali sono le strategie che possono fare la differenza per l’innovazioni nelle PMI?

A

Per la maggior parte delle piccole imprese, l’innovazione è un processo graduale, basato sull’ascolto e la risoluzione di problemi dei clienti, di adattamento costante e tempestivo alle mutevoli esigenze della domanda.

Il divario che le piccole imprese sono costrette a scontare in termini di differenziale di risorse con le aziende maggiori tende ad
assottigliarsi quando riescono a dotarsi di flessibilità organizzativa,
rapidità di reazione, capacità di personalizzazione dei prodotti, innovazione ad hoc.

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11
Q

Quali fonti per le PMI?

A

Le piccole imprese possono beneficiare di una molteplicità di fonti per intraprendere processi innovativi, soprattutto se dotate di capacità relazionali.

clienti
fornitori
università e istituzioni di ricerca cluster e distretti
concorrenti e complementor

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12
Q

L’importanza delle relazioni

A

Per trarre vantaggio da una collaborazione per lo sviluppo innovativo, è fondamentale saper selezionare un partner.

Soprattutto quando il partner è una grande impresa, la piccola impresa dovrà sviluppare competenze relazionali e capacità negoziali per evitare di essere “svuotata” delle sue conoscenze e non rischiare di soccombere, schiacciata dal potere contrattuale del partner

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13
Q

L’importanza delle relazioni con i clienti per le PMI

A

Una piccola impresa innovativa, mantenendo una relazione di collaborazione con i propri principali clienti, potrebbe riuscire sia a
personalizzare i propri prodotti innovativi alle esigenze di mercato, sia a raccogliere informazioni indispensabili per orientare lo sviluppo di nuovi prodotti.
La prossimità con i clienti consente a una piccola impresa:
di alimentare il suo patrimonio di conoscenze di mercato
di arricchire il suo set di competenze tecnologiche

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14
Q

Cosa sono gli spin off accademici?

A

Gli spin-off sono piccole imprese innovative che traggono origine dai laboratori di università e centri di ricerca.
Gli spin-off sono considerati tra le modalità più efficaci per favorire il trasferimento dei risultati della ricerca verso il sistema industriale.
In relazione alle determinanti dei processi di spin-off, la letteratura distingue tra variabili “macro”, “meso” e “micro”.
MICRO – riguardano i tratti personale del ricercatore che aspira a diventare imprenditore e i caratteri strutturali e organizzativi dell’impresa nascente.
MESO – riflettono le caratteristiche dell’istituzione di provenienza, nonché le politiche e gli strumenti di valorizzazione della ricerca e a sostegno del trasferimento tecnologico.
MACRO – rappresentano i fattori legati all’ambiente esterno e in grado di condizionare le scelte strategiche e le performance dell’impresa spin-off.

Un fattore decisivo per gli spin-off è l’ambiente innovativo che li circonda:
le risorse tangibili e intangibili del territorio, la rete di relazioni, la
domanda delle imprese, la presenza di capitale a rischio, l’azione di
strumenti e policy pubbliche, concorrono a creare un ecosistema
dell’innovazione da cui lo spin-off attinge gli ingredienti essenziali per il suo percorso iniziale.

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15
Q

Quali sono i fattori determinanti per la nascita degli spin off?

A

Determinanti per la nascita degli spin-off sono:
* la presenza nell’università di un clima favorevole allo sviluppo di nuova imprenditorialità,
* la diffusione dei valori della cultura imprenditoriale,
* la legittimazione sociale del ricercatore che intende promuovere uno spin-off.
* Altrettanto importante è l’azione degli strumenti universitari a sostegno degli spin- off per favorirne la nascita:

Technology transfer office
Incubatori di imprese Servizi reali alle imprese
Business plan competition Fondi e capitali di rischio

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16
Q

Cosa sono i processi di trasferimento tecnologico?

A

Il processo di trasferimento di tecnologie e conoscenze dal mondo della ricerca verso le piccole e medie imprese non è di semplice realizzazione. Sovente, è molto difficile riuscire a cogliere con precisione la domanda di innovazione che proviene dalle aziende; inoltre, molte imprese di piccole dimensioni non dispongono di un’adeguata capacità di assorbimento.

In letteratura, le criticità del processo di trasferimento sono distinte in problemi dal lato della domanda (demand-side) e dal lato dell’offerta (supply-side).

17
Q

Descrivi i punti della criticità dal lato della domanda (demand-side) e la criticità dal lato dell’offerta (supply-side).

A

DEMAND SIDE
Difficoltà per le imprese ad articolare i propri bisogni tecnologici
* Non disponibilità nelle imprese di informazioni o capacità necessarie
* Deficit relazionale
* Limitata capacità di assorbimento
* Bassa propensione al rischio
* Resistenza verso fonti esterne di
innovazione

SUPPLY SIDE
Disinteresse del sistema della ricerca verso le PMI Percezione delle PMI come categoria omogenea Deficit di comunicazione verso le PMI Offerta di servizi indifferenziata e non in grado di allinearsi alle esigenze delle PMI

18
Q

Nuovi ambiti piccole imprese, artigianato e tecnologia

A

Flessibilità organizzativa e capacità di personalizzazione, innovazione ad hoc e rapidità di adattamento sono esaltate nelle nuove forme di “artigianato digitale”, rese possibili dall’evoluzione delle tecnologie.

19
Q

Apporto delle nuove tecnologie

A

Le nuove tecnologie aprono spazi di mercati per le piccole imprese alla ricerca di sbocchi commerciali e di partnership per lo sviluppo dell’innovazione e desiderose di
rintracciare competenze non possedute, consentendo anche alle PMI di adottare modelli di open innovation.

20
Q

I campioni nascosti

A

Negli ultimi anni, la letteratura ha identificato piccole e medie imprese capaci di competere con successo nelle nicchie del mercato globale con strategie di innovazione fondate sulla focalizzazione di prodotto e la personalizzazione del servizio.
*
* Piccole e medie dimensioni.
* Posizione di leadership nei mercati di riferimento.
* Focalizzate su segmenti ristretti del mercato.
* Basate sull’innovazione tecnologica, incrementale e
radicale.
* Radicate nei territori di origine, internazionali per
vocazione.
* A crescita lenta (ma costante).
* A proprietà familiare (quasi sempre).

I processi di innovazione tendono a integrare e a rendere complementari le conoscenze tecnologiche e le conoscenze di mercato.
L’innovazione è graduale, ma regolare. Non si limita all’introduzione e al miglioramento dei prodotti, ma anche al perfezionamento dei processi produttivi. Anche dei propri clienti.
I clienti sono la più preziosa fonte di idee innovative: un serbatoio di conoscenze a cui attingere stabilendo contatti diretti, relazioni stabili, fino a promuovere processi di sviluppo congiunto.