aterosclerosi Flashcards
definizione
processo degenerativo infiammatorio cronico
STRUTTURE INTERESSATE
arterie medie grosso calibro
FISIOPATOLOGIA ,
Indurimento dato dalla presenza di una lesione anatomopatologica, denominata ateroma
ATEROMA, COMPOSIZIONE
- matrice extracc
- lipidi
- elementi cc:
a) cc muscolari lisce
b) macrofagi
c) linfociti - cappuccio fibroso , fibrous cup
endotelio fisiologico
a) funzione:
1 contenitiva
2 endocrina
3 consente vasodilatazione e vasocostrizione
4 inibisce sviluppo fattori endocrini e trombotici,
5 si oppone ad adesione piastrinica
cosa avviene se endotelio si altera
a) vasocostrizione
b) trombosi
c) adesione molecole
d) infiltrazione ldl
importanza disfunzione endocrina
a) tappa preliminare per sviluppo patologia, primum movens
b) accoppiata ad altri fattori aggiuntivi
fasi aterosclerosi
A) Trasporto colesterolo e trigliceridi, associati a carriers proteici, non solubili
b) struttura lipoproteine:
1 nucleo lipidico idrofobo di esteri, colesterolo e trigliceridi
2 strato superficiale idrofilo, composto da fosfolipidi, proteine, colesterolo libero
classificazione lipoproteine
a) chilomicroni,
b) vldl
c) idl
d) hdl, trasporto colesterolo da sangue a fegato
e) ldl, rilevanza clinica, trasporto del 60 70% colesterolo dal sangue ai tessut
a che cosa porta disfunzione endoteliale
1 Aumento permeabilità a lipoproteine
2 accumulo lipoproteine in intima
3 ossidazione lipoproteine
4 attivazione processo infiammatorio
5 attivazione delle cellule endoteliali da infiammazione, espressione molecole adesive
6 molecole adesive richiamano leucociti e monociti
7 adesione monociti e leucociti
8 migrazione nell’intima
9 in intima si differenziano in macrofagi
10 proliferazione macrofagi, trasformazione in cc schiumose
11 liberazione fattori di crescita macrofagici
RUOLO SISTEMA IMMUNITARIO NELL’ATEROGENESI,
Non riconosce più lipoproteine come self, determina una risposta infiammatoria in assenza di antigeni
lesioni secondarie ad ateroma
placche fibrolipidiche
EZIOLOGIA PLACCHE FIBROLIPIDICHE
dovuta alla migrazione di fibre muscolari lisce da tonaca media ad intima
a che cosa è dovuta la migrazione cc muscolari
1 citochine,
2 pdgf macrofagico
cosa determinano citochine liberate e pdgf
1 le cellule muscolari lisce perdono il fenotipo contrattile e diventano fibrotiche,
2 secrezione matrice extracc
3 secrezione collagene di tipo 1 2 3
4 secrezione proteoglicani
5 secrezione fibre elastina,
6 tutti questi fattori , accrescimento di placca, delineano lesione
sviluppo lesione ed andamento nel tempo
1 Crescita periodi irregolari con accelerazione improvvisa e necrosi, emorragia cardiaca con sovrapposizione trombotica
2 crescita è un’incognita, velocità determinata sulla base fattori di rischio
lesioni avanzate
a) aree di calcificazione, cc muscolari producono tgf beta, che porta ad aree di ossificazione
b) aree di necrosi, morte cc lisce per apoptosi, indebolimento e predisposizione a rottura
c) cappuccio può assottigliarsi per degradazione matrice da parte di enzimi proteolitici da macrofagi
tipi di placche
1 stabile, cappuccio fibroso stabile e più spesso, poco core lipidico, maggiore quota di fibrosi e calcificazione
2 vulnerabile, a rischio di rottura a causa della sua struttura, tanto core lipidico, cappuccio sottile
epidemiologia aterosclerosi
1 più frequente causa di morte nel mondo
2 riduce aspettativa di vita di circa 7 anni
fattori di rischio, tipi
modificabili e non modificabili
fattori di rischio modificabili
A) Dislipidemia,
b) fumo
c) diabete mellito
d) obesità
e) ipertensione arteriosa
f) aumento valori colesterolo
fattori di rischio non modificabili
A) Età
b) sesso maschile
c) familiarità malattie cv
manifestazioni cliniche
1 possono essere inapparenti per molti anni, pz può rimanere asintomatico fino a quando non diventa emodinamicamente aggirabile
2 sviluppo della placca aterosclerotica inizia nelle prime decadi
3 non sempre sfocia in patologia conclamata
4 dipende da interazioni tra ambiente, geni e predisposizione
5 durante crescita lesione rimodellamento positivo cerca di compensare disfunzione progressiva
6 avremo poi un rimodellamento negativo quando non riesce più a compensare
7 placca si accresce in lume , limita la circolazione determinando stenosi
8 circolazione a monte della stenosi mantenuta grazie a vasodilatazione delle arterie circostanti
evoluzione stenosi, 2 possibilità
a) placca stabile, restringimento fisso e stabile
b) placca instabile, va incontro a rottura e da manifestazioni cliniche
da che cosa dipende entità manifestazioni cliniche
1 quantitativo placca, nel 50% dei casi non compromette, nel 75% diventa significativo
2 qualitativo placche, propensione placca alla rottura, sviluppo fenomeni trombotici
COSA PUO’ DETERMINARE RIDUZIONE FLUSSO
aumento riduzione calibro vasale, aumento probabilità ischemica
probabile localizzazione placche
tutti i vasi di piccolo e medio calibro , dove flusso è più turbolento,
a) carotide
b) coronaria
c) vasi arti inferiori
d) iliaca
e) arteria femorale
perchè flusso turbolento incoraggia accrescimento placche
aumento danno endoteliale
DA CHE COSA DIPENDONO MANIFESTAZIONI E LE LORO ENTITA’:
localizzazione stenosi
shear stress coinvolgimento in ipertensione
1 elevato, induce aumento espressione della superossido dismutasi e ciclossigenasi ed nosintetasi, con potere antiossidante, antitrombotico, antiadesive
2 flusso non laminare, basso shear stress, area di turbolenza favoriscono formazione placche
cosa determinano aree di turbolenza
riduzione stress parietale, aumento probabilità trombosi
fattori influenzanti gravità manifestazione
a) tipo di arterie colpite, 1 cardiomiopatia ischemica 2 malattia cerebrovascolare 3 arteropatia obliterante b) grado di stenosi c) tempo di instaurazione occlusione, aumento probabilità flusso collaterali
complicanze aterosclerosi
1 rottura di placca o fissurazione, esposizione materiale ateroma, attivazione cascata coagulativa, formazione trombo
2 necrosi tessuto ischemico
3 embolizzazione distale contenuto placca
4 rara dissecazione vaso
esiti possibili di rottura placca
1 asintomatica
2 gravi danni
da che cosa dipendono esiti,
A) FATTORI LOCALI, 1) come si rompe, 2) grado stenosi 3) tipo di placche 4) entità trombosi 5) vasocostrizione successiva B) FATTORI SISTEMICI, 1) reattività piastrinica 2) possibile fibrinolisi spontanea
andamento aterosclerosi, occlusione arteriosa, diversa prognosi
1 Cronica,
2 Acuta,
diagnosi aterosclerosi
1 Non sempre E.O. positivo 2 se turbolenza, soffio 3 altre indagini necessarie: a) ecodoppler b) angiografia c) angiorm d) angiotc
obiettivi terapia
controllo ldl, riduzione attività proteine enterocitarie npcl1 ,riduce assorbimento colesterolo in lume, riduzione pcsk9. Più riduzione ldl è marcata più si riducono eventi cv, rischio residuo da infiammazione
azione statine
inibiscono HMGcoAreduttasi epatico,
2 aumento recettori per LDL su epatociti, aumento captazione colesterolo circolanti
FARMACI CHE PORTANO A INIBIZIONE PROTEINE ENTEROCITARIE
npcl1, se si inibisce riduzione assorbimento colesterolo dal lume
FUNZIONE PCSK9
proteina che si lega a rLDL , legame induce interiorizzazione recettoriale epatica,
Se tanto pcsk9
riduzione numero recettori, aumento ldl circoLanti
SE POCO PCSK9
Se poco pcsk9 aumento numero recettori, riduzione ldl
LINEE GUIDA TERAPIA, DIVERSE SE
RISCHIO MOLTO ELEVATO, ELEVATO, MEDIO BASSO
LINEE GUIDA TERAPIA RISCHIO MOLTO ELEVATO
CON STORIA DOCUMENTATA DA PROBABILE RISCHIO CV, riduzione ldl a 70 mg dl
RISCHIO ELEVATO, LINEE GUIDA TERAPIA
Colesterolo sopra i 310 mg dl, PA sopra 180 110, obiettivo, riduzione ldl sotto 100 mg dl
RISCHIO MEDIO BASSO LINEE GUIDA TERAPIA
RIDUZIONE LDL SOTTO I 110 MG DL
FATTORI CHE INTERFERISCONO CON ATTIVITà TERAPIA
1 aderenza terapia,
2 dieta ricca di grassi
VALUTAZIONE RISCHIO GLOBALE
1 Sesso pz
2 età
3 valori medi colesterolo
CONTROINDICAZIONI ALLA TERAPIA
1 Rabdomiolisi, lisi muscolare scheletrica, mioglobinuria
2 Statine
a) sovradosaggio, tossicità epatica
b) aumento diabete 1
RISCHIO CV, COME AUMENTA
1 esposizione prolungata al fenomeno, se dura molti anni
2 esposizione graduale, invece se è graduale, riduzione rischio
3 se inizia già da subito, aumento rischio già da 2° decade.