Le angiosperme Flashcards
Etimologia “angiosperma”
Vaso-seme. E per vaso si fa riferimento al fiore. Sono incluse nella divisione Antophyta delle piante a seme, ovvero le spermatofite.
In quante classi si divide la divisione Anthophyta? E quali sono le differenze osservabili?
Si divide in due classi: monocodiledoni, e dicocotiledoni. Le somiglianze tra queste classi sono di gran lunga superiori alle differenze, ma le differenze maggiormente visibili riguardano la nervazione della foglia, che nelle dicotiledoni è generalmente retinervia,nervature divergenti, mentre nelle monocotiledoni risulta essere parellelinervia.
Il fiore. Cos’è?
Il fiore è un germoglio ad accrescimento determinato che porta gli sporofilli, foglia che porta gli sporangi.
Peduncolo e pedicello. Quali sono le differenza?
Con il termine peduncolo si intende sia il peduncolo dei fiori solitari, che delle inforescenze, mentre il peduncolo dei singoli fiorni di un’infiorescenza prende il nome di pedicello.
Come si chiama la parte del peduncolo fiorale sulla quale sono inserite le parti fiorali?
Ricettacolo, costituito da nodi e internodi.
Sepalo e petalo, differenze tra questi due.
Sepalo e petalo sono appendici sterili inserite sul ricettacolo. Hanno funzioni diverse, i sepali sono le prime foglie che troviamo dopo il ricettacolo e hanno funzione di protezione al fiore durante la fase di germoglio e sono di colore verde, mentre i petali che troviamo successivamente i sepali sono multicoli e hanno la funzione di attirare gli impollinatori, attraverso colori e profumi.
L’insieme dei petali forma la corolla, l’insieme dei sepali formano il calice.
Stami e carpelli.
Parti fertili del fiore. Gli stami si trovano al disotto del carpello, questo ci permette di comprendere come avviene l’impollinazione, siccome gli stami son costituiti dal filamento e antera, ovvero l’androceo, casa dell’uomo, contiene 4 microsporangi o sacche polliniche; i carpelli, ovvero il gineceo, casa della donna, sono megasporofilli, costituiti da ovario stilo e stimma, che racchiudono più ovuli.
Fiore perfetto e fiore imperfetto. Perchè?
I fiori perfetti sono i fiori che hanno sia gli stami che i carpelli, altrimenti se manca uno dei due viee definito imperfetto e a seconda della parte che è presente il fiore viene detto staminifero o pistillifero.
Monoica e dioica.
Una casa, due case.
Fiori stamiferi e pistilliferi presenti sulla stessa piante, oppure su due piante (maschio e femmina)
Fiori completi o incompleti.
Fiori che hanno tutti i vertici fiorali,
Fiori che mancano di uno di questi.
Ipogino ,epigini.
Differenze dei fiori in base alla posizione dell’ovario rispetto ai sepali, petali e carpelli.
Ipogino, se-pa-ca al disotto dell’ovario (supero)
Epigini, se-pa-ca crescono dall’apice dell’ovario, che è infero.
l’Ipanzio, dove si trova?
Si trova nei fiori ipogini, in cui se-pa-ca non sono altro che un’estenzione del ricettacolo e sono saldati insieme.
Fiori regolari, irregolari.
La corolla è fatta di petali con forma simile,
la corolla è composta di petali con forma differente.
Corimbo, ombrella semplice e ombrella composta.
Disegna.
Nessuna infiorescenza, 1 infiorescenza , + infiorescenze.
Impollinazione indiretta.
Il polline è depositato sullo stimma, genererà il tubetto pollinoche che attraverso lo stimma giungerà all’ovario, dopo la fecondazione si sviluppa il seme, che è racchiuso nell’ovario che si sviluppa in frutto.
Microsporogenesi.
La microsporogenesi è la formazione delle microspore all’interno dei microsporangi.
Microgametogenesi.
E’ lo sviluppo della microspora in microgametofito o granulo pollinico.
Antera, sporigener, tetrade di microspore, microsporocito, granulo pollinico. Dal più visibile a quello meno visibile, ovveor dal più grande al più piccolo.
Antera, sporigene, microsporocito, tetrade di microspore, granulo pollinico.
Entina ed esina, dove si trovano e cosa costituiscono?
Si trovano nel granulo pollinico e costituiscono la parete esterna e interna di questo, esterna più dura, interna cellulosica.
Spore e granuli pollinici.
Spore hanno un solo nucleo, granuli pollinici 3 nuclei.
Impollinazione e fecondazione.
Con la deiescenza delle antere, i granuli pollinici raggiungono gli stimmi; una volta in contatto con questo assorbono acqua e germinano, generando il tubetto pollinico che raggiungera l’ovulo, dove attraverso il micropillo e penetra all’interno. I due spermi feconderanno uno la oosfera l’altro i nuclei polari. Doppia fecondazione. origine zigote diploide.
Sviluppo seme e frutto.
Dopo la fecondazione, lo zigote si sviluppa in embrione, i tegumenti si sviluppano in involucro del seme, le pareti dell’ovario si ispessiscono e diventano frutto. Si differenziano in stradi distinti. Mesocarpo, endocarpo, esocarpo.
Fagaceae. Etimologia e caratteristiche
Il nome della famiglia richiama il genere tipo ddi essa, in questo caso il faggio, la cui etimologia fagus “mangiare” ci fa comprendere l’importanza di questa famiglia nel corso della storia, visto che produce frutti avvolti in una cupola spinosa o squamosa che sono stati fonte di cibo per animali e uomini per molto tempo. I maiali vanno ghiotti di questi frutti (ghiande).
Alberi o arbusti, con fiori monoichi diclini, Foglie alternate, lobate perrinervie.
Diclini e monoclini.
Fiori ermafroditi, monoclini
Fiorni unisessuali, diclini
Generi della famiglia Fagaceae.
il genere più ampio è Quercus con le specie (cedro con le foglie di una dicotiledone)
Q. ilex (leccio),
Q. petraea (rovere),
Q. pubescens (roverella),
Q. robur (farnia),
Q. suber (sughera, da cui si ricava il sughero),
Q. cerris (cerro). Il frutto è detto ghianda.
Altre specie importanti sono
Fagus sylvatica (faggio) e
Castanea sativa (castagno). Quest’ultima è coltivata non solo per il legname ma anche per i frutti che si formano in una cupola spinosa (riccio).
Betulaceae. Etimologia e caratteristiche.
Appartengono alle betulacee quelle specie che presentano nella corteccia la betulina, una sostanza amara e bianca che conferisce alla corteccia una particolare colorazione. Sono alberi e arbusti con corteccia liscia o squamosa con foglie penninervie e fiori diclini.
Generi appartenenti alla famiglia delle betulaceae.
Corylus avellana – Nocciolo (elmo per la forma della cupula) (2/4 metri)
Alnus cordata – Ontano napoletano
Carpinus betulus – Carpino bianco (20 metri)
Ostrya carpinifolia – Carpino nero
Juglandaceae. Etimologia
l termine Juglans proviene da Iupiter, Giove e da glans, ghianda, cioè ghianda di Giove. L’epiteto specifico regia deriva invece da rex, régis, re, cioè regale, degno di un Re per colore, portamento, dimensioni o altre caratteristiche. Il frutto è una noce o una drupa, come in Juglans regia (noce), che a maturità di spacca (a livello di esocarpo e mesocarpo) e lascia fuoriuscire il nocciolo (endocarpo) legnoso che contiene il seme lobato (gherigli)
Generi appartenenti alla famiglia delle juglandaceae.
Juglans regia – Noce, coltivato per i frutti eduli e per il legname pregiato
Juglans nigra – Noce nero, coltivato per il legname
Carya illinoensis – Noce pecan, coltivato per il legname.
Insieme di petali e insieme di sepali.
Corolla e calice.