ripasso Flashcards
l’obiezione di coscienza
quando il professionista della salute tiene conto dei comportamenti etici contenuti all’interno della professione, ma anche di quelli che sono i propri principi morali e, per far sì che essi non vengono violati, può far riferimento a quella che è l’obiezione di coscienza, depositandola presso l’ospedale dove vengono effettuati questi tipi di interventi chirurgici non partecipando. Tutto ciò è possibile tranne che nei casi di riconosciuto stato di necessità, ovvero quando la persona è in pericolo di vita.
ETICA
Analizza il comportamento ritenuto corretto, il modo di pensare e dei valori giusti che si dovrebbero seguire in qualsiasi circostanza; * Il focus dell’etica è senza dubbio lo studio di norme che l’individuo dovrebbe utilizzare nella propria vita quotidiana;
competenza
“Un insieme, riconosciuto e provato, delle rappresentazioni, conoscenze, capacità e comportamenti mobilizzati e combinanti in maniera pertinente in un contesto dato
responsabilità professionale
“Rispondere” delle proprie azioni
morale
è un concetto dinamico, poiché essa si storicizza, perché gli atteggiamenti soggettivi sono moralmente discutibili
morale vs etica
Laddove ho un comportamento soggettivo legato a me come essere umano faccio riferimento alla morale, se devo invece far riferimento ai comportamenti oggettivi che governano una professione sanitaria, come infermieristica, faccio riferimento alle norme etiche.
responsabilità civile
danno di tipo economico
responsabilità penale
danno al pz, non alienabile, rispondere proprie azioni e omissioni art 27 costituzione
responsabilità contrattuale
violazione obbligo da contratto
responsabilità extracontrattuale
violazioni diritti assoluti
deontologia
esprime I principi e i valori etici fondanti una determinata professione e che i suoi membri si impegnano ad osservare , inoltre, consiste in un insieme di regole di autodisciplina e di comportamento
Il primo codice deontologico
1960, prettamente femminile, obbligo di decoro
seconda stesura del codice deontologico
1977, definito obiettivo dell’infermiere attraverso : dimensione umana, rapporti sociali, impegno tecnico operativo
terza stesura del codice deontologico
1999, serie di leggi che hanno portato un cambiamento a livello formativo, a livello organizzativo e a livello aziendale.inoltre vengono definiti profilo professionale, il codice deontologico e gli ordinamenti didattici
Patto infermiere-cittadino
1996, pubblicato 99 una sorta di dichiarazione d’intenti che l’infermiere fa nei confronti del cittadino dicendo cosa si impegna a fare:
suddivisione codici deontologici
norme rapportabili a specifiche previsioni di legge, norme di natura etica, norme di natura deontologica, norme di natura disciplinare
quarta stesura codice deontologico
2009, responsabilità come impegno, importanza dell’interdisciplinarietà, comunicazione con altri professionisti della salute, autonomia professionale
Professionalità
> l’area entro cui il sanitario può muoversi, il professionista deve sapere quali sono i limiti dell’agire professionale, anche per non incorrere nell’abuso professionale;
Autonomia
> è il potere di scegliere il mezzo migliore, implica la possibilità di muoversi all’interno delle regole;
quinta stesura codice deontologico
2019, codice completo, interpellati infermieri, pazienti e giuristi. Fine vita, contenzioni, tempo di relazione
profilo professionale
DM 739 /94 , «regolamento concernente l’individuazione del relativo profilo professionale dell’infermiere
legge 42/99
Disposizioni in materia di professioni sanitarie. Elimina il termine ausiliaria, definisce il campo proprio di attività
mansionario
DPR 255/74 - Elenco delle mansioni affidate all’infermiere - Indicatore dei limiti professionali - Le attività non contemplate erano vietate - Non era prevista l’autonomia decisionale
criteri guida e limite
guida: profilo professionale, codice deontologico, formazione limite: professione del medico, delle altre professioni
principi etici codice deontologico
autonomia, beneficienza e non maleficenza, giustizia/equità, veridicità, fedeltà
riconoscimento codice deontologico
legge 42/99 abolendo mansionario
elementi soggettivi reato
doloso se voluto, colposo se caratterizzato da negligenza imprudenza o imperizia
Legge Lorenzin n.3 del 2018
dal IPASVI a FNOPI
Art. 6
Libertà di coscienza: L’Infermiere si impegna a sostenere la relazione assistenziale anche qualora la persona assistita manifesti concezioni etiche diverse dalle proprie. Laddove quest’ultima esprima con persistenza una richiesta di attività in contrasto con i valori personali, i principi etici e professionali dell’infermiere, egli garantisce la continuità delle cure, assumendosi la responsabilità della propria astensione. L’infermiere si può avvalere della clausola di coscienza, ricercando costantemente il dialogo con la persona assistita, le altre figure professionali e le istituzioni.
Art.7
Cultura della salute: L’Infermiere promuove la cultura della salute favorendo stili di vita sani e la tutela ambientale nell’ottica dei determinanti della salute, della riduzione delle disuguaglianze e progettando specifici interventi educativi e informativi a singoli, gruppi e collettività
Art.16
Interazione e Integrazione: L’Infermiere riconosce l’interazione e l’integrazione intra e interprofessionale, quali elementi fondamentali per rispondere alle richieste della persona
Art.18
- Dolore: ’Infermiere previene, rileva e documenta il dolore dell’assistito durante il percorso di cura. Si adopera, applicando le buone pratiche per la gestione del dolore e dei sintomi a esso correlati, nel rispetto delle volontà della persona.
Art. 24
Cura del fine vita: L’Infermiere presta assistenza infermieristica fino al termine della vita della persona assistita. Riconosce l’importanza del gesto assistenziale, della pianificazione condivisa delle cure, della palliazione, del conforto ambientale, fisico, psicologico, relazionale e spirituale. L’Infermiere sostiene i familiari e le persone di riferimento della persona assistita nell’evoluzione finale della malattia, nel momento della perdita e nella fase di elaborazione del lutto.
Art.27
Segreto professionale: L’Infermiere rispetta sempre il segreto professionale non solo per obbligo giuridico, ma per intima convinzione e come espressione concreta del rapporto di fiducia con la persona assistita. La morte della persona assistita non esime l’Infermiere dal rispetto del segreto professionale
Art.33
Documentazione clinica: L’Infermiere è responsabile della redazione accurata della documentazione clinica di competenza, ponendo in risalto l’importanza della sua completezza e veridicità anche ai fini del consenso o diniego, consapevolmente espresso dalla persona assistita al trattamento infermieristico.
Art.35
Contenzione: L’Infermiere riconosce che la contenzione non è atto terapeutico. Essa ha esclusivamente carattere cautelare di natura eccezionale e temporanea; può essere attuata dall’equipe o, in caso di urgenza indifferibile, anche dal solo Infermiere se ricorrono i presupposti dello stato di necessità, per tutelare la sicurezza della persona assistita, delle altre persone e degli operatori. La contenzione deve comunque essere motivata e annotata nella documentazione clinico assistenziale, deve essere temporanea e monitorata nel corso del tempo per verificare se permangono le condizioni che ne hanno giustificato l’attuazione e se ha inciso negativamente sulle condizioni di salute della persona assistita
Art.38
Segnalazioni all’ordine professionale: L’Infermiere segnala al proprio Ordine le attività di cura e assistenza infermieristica inappropriate e prive di basi, di riscontri scientifici e di risultati validati.
Art.47
Obbligo di rispetto delle norme: L’Infermiere rispetta le norme e gli adempimenti amministrativi, giuridici e deontologici, che riguardano la professione, anche attenendosi alle linee di indirizzo dell’Ordine Professionale.
Art.49
- Natura vincolante delle norme deontologiche: Le norme deontologiche contenute nel presente Codice Deontologico sono vincolanti per tutti gli iscritti all’Ordine delle Professioni Infermieristiche; la loro inosservanza è sanzionata dall’Ordine professionale tenendo conto della volontarietà della condotta, della gravità e della eventuale reiterazione della stessa, in contrasto con il decoro e la dignità professionale.
NRS
la numerical rating scale. Una scala che va da 0-10. Ha il vantaggio di essere pratico e di avere numeri di intervalli maggiori rispetto alla VSR e ottimale per l’assistenza domiciliare. Difficoltà a ridurre la sensazione di dolore rispetto alla VAS
VAS
è la visual analogical scale, una scala analogico-visiva. Possiede un’alta sensibilità ma necessita di un supporto cartaceo; non può essere utilizzata con i pazienti con disturbi visivi, deficit cognitivi e fisici, difficile per i pazienti con stato di malattia avanzato.
VRS
è la verbal rating scale, la scala di valutazione verbale. È molto semplice, pratica e dà spazio alla descrizione, anche se ha una bassa sensibilità
FPS
è la faces pain scale, la scala delle faccine
MPQ
è il McGill Pain Questionnaire, lo strumento di valutazione verbale di dolore più noto e complesso, permette di valutare il dolore come un’esperienza tridimensionale sensoriale-emotivo-affettiva; per misurare l’intensità del dolore c’è una VSR ed un disegno di un corpo umano per indicare la localizzazione (topograficamente)
BPI
è la brief pain inventory, che quantifica sia l’intensità di dolore sia la disabilità che esso comporta. Consiste in una serie di domande inerenti l’intensità e la conseguente limitazione funzionale; le domande indagano le precedenti 24h (per compilarlo servono 15min)
Painad
è una scala multidimensionale utilizzata per i pazienti non collaboranti con deterioramento cognitivo severo. Si basa su 5 indicatori quali respirazione, vocalizzazione, espressione del volto, linguaggio del corpo, consolazione, ai quali viene dato un punteggio che consente poi una sovrapponibilità con le scale numeriche in uso (lieve 1-3, moderato 4-6, severo 7-10).
rFLACC
scala utilizzata per bambini >1 anno che non possono riportare il dolore (face, legs, activity,cry, consolability